воскресенье, 27 мая 2012 г.

Storie di Mafia

C’era una volta un uomo. Istruito dalla terra, campeggiava nella sua mente il desiderio di proprieta. La priorita, in un mondo di stolti, era giungere a ottenere due fonti del sapere: giustizia, possesso.

Pagava piccoli delinquenti per rubare bestiame ai vaccari vicini, rivendeva al mercato nero e restava nell’ombra. Sempre piu erano quelli che lo appellavano “il Don buono, il Don buono”, che tirava fuori dai guai, il mascalzone che non poteva permettersi il pane.

Giacche i monelli, uomini da poco, seguivano a mo’ di ordini un padrone che l’avvocato l’avrebbe tirato fuor di galera in ogni caso. Mai fatto il nome del Don. 

Sanguisuga di sangue altrui, s’arricchiva e sbocciava in ambizioni squisite. La legge, pensava, la legge sara mia.

I figli cosi seguirono la jurisprudentia, in nome di quel juris che a tutti e concesso. Su una sinuosa auto rossa sgargiante, in nero come becchini,  cerei come morti, curati come statue.

Non mani armate ma il terzo potere. Una legge giusta e un Don buono.

Saluta i cittadini con i tre baci. Portate rispetto se l’incontrate. E’ un uomo che s’e fatto da se. Ora terreni e terreni e terreni, di sua proprieta.

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